28 marzo 2015

Airbus A320 Germanwings-Lufthansa

Sono trascorsi 5 giorni dalla tragedia dell'airbus della Germanwings schiantatosi sulle Alpi Francesi. Ho impiegato 5 giorni a raccogliere informazioni ma le mie idee non si sono chiarite. Le ipotesi si sprecano anche quelle estremamente complottiste ma tutti sono concordi, considerate le indagini, a attribuire la colpa al Co-pilota che pare fosse affetto dalla Sindrome del Burnot. Ora non staro' a spiegare di cosa si tratta perchè non  ho le competenze per parlare di disturbi psichiatrici e vi stanchereste di leggere questo Post
Vorrei parlare invece delle vittime. Cosa importa di chi sia la colpa. Se del Co-Pilota o dei servizi segreti, della Cia o degli Usa. Importa che sono morte 150 persone. 150 vite spezzate in otto minuti. Persone che avevano progetti, speranze, amori, disperazioni. Persone che avevano famiglie che li attendevano. persone tra cui c'erano anche bambini e giovanissimi.
Non sta a noi giudicare il gesto inconsulto di una persona incapace d'intendere e di volere. O giudicare le autorità che gli hanno fornito inconsapevolmente o consapevolmente l'arma per uccidere.
Noi possiamo solo provare compassione per le persone che hanno avuto la disgrazia di capitare su quel volo. Ma se dobbiamo credere che ogni cosa è destino dobbiamo pensare che il destino di quelle persone era questo. Che la loro vita cessasse. Su quel volo o in qualsiasi altro modo o momento.
Se invece crediamo che il destino non esiste ma è frutto delle nostre scelte allora dobbiamo pensare che ognuno di loro ha fatto la sua scelta nel momento stesso in cui ha prenotato quel volo.
Non è facile. A noi rimane solo il dolore per le vite spezzate e forse la paura che una cosa simile possa accadere ad ognuno di noi in qualunque momento.


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