27 settembre 2012

Il buco nel cuore

Negli ultimi anni della sua malattia mio padre non poteva piu' camminare velocemente e poichè la sua patologia respiratoria gli impediva  di parlare bene non poteva gridare per chiamarmi da una stanza all'altra.
A volte mi raggiungeva con la sua carrozzina a motore ma se era a letto per chiamarmi avevamo escogitato lo squillo al cellulare.
Il mio cellulare stava acceso giorno e notte e se lui aveva bisogno di me mi faceva lo squillo ed io correvo. Il cellulare era sempre con me dovunque andavo e nn potevo piu' farne a meno.
Mi è rimasta questa abitudine anche se adesso è fastidiosa perchè molto spesso vengo svegliata da telefonate inutili ed è inutile perchè chi chiama puo' aspettare. Non c'è piu'
nulla di urgente nella mia vita.
Da quando mio padre non c'è piu', circa un anno,  mi è capitato solo due volte di uscire dimenticando il cellulare in casa.
D'istinto il panico ma poi il ricordo è arrivato invadente. Ma ancora oggi quando squilla il cellulare il cuore mi salta in gola ma non perchè penso al moroso o alla telefonata di lavoro ma perchè il primo pensiero va a mio padre e mi si spezza il cuore quando mi rendo conto che lui non mi chiamerà piu'. Non sentiro' mai piu' la sua voce.

Non riesco a venirne fuori. Lui aveva tutto cio' che appagava la mia mente ed mio cuore e mi dava la certezza di amore disinteressato. Ed è inutile uscire, cercare di distrarsi, fare mille cose. E Dio solo sa se ci ho provato ma  Li' fuori non c'è nulla proprio nulla. Il vuoto assoluto. La gente ti adula, ti usa e ti mette da parte...

Ed il buco nel mio cuore si allarga sempre piu'...


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