29 gennaio 2010

Il giuramento d'Ippocrate e la Sanità in Sicilia

Il testo moderno del Giuramento d'Ippocrate:
"Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana,
contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell' esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall' "accanimento" diagnostico e terapeutico."


Soffro di terribili dolori alla schiena essendo la mia schiena distrutta dalle cative abitudini. Postura, modo di camminare, ore passate seduta ad una scrivania, la guida dell'automobile. Finalmente mi sono decisa a richiedere al mio medico curante un controllo ortopedico.
Poichè detesto gli ambienti medici e simili, contemporaneamente per togliermi il pensiero prendendo come si suo dire due piccioni con una fava mi sono fatta prescrivere anche un controllo cardiologico (ho superato i 50 anni per cui è d'obbligo).

Munita delle mie belle prescrizioni mi attacco al telefono per prenotare.

Prima contatto due studi privati ma convenzionati che mi comunicano che la lista d'attesa è fino a GIUGNO 2010. Se voglio essere visitata prima solo a PAGAMENTO.  Essendo disoccupata e quindi finanziariamente disagiata e sostenendo il principio secondo cui ogni essere umano ha diritto ad essere curato gratuitamente mi sono rivolta alla ASL della mia città per prenotare tale visita.

Risultato?
Visita Ortopedica 30 Aprile 2010
Visita Cardiologica 31 Maggio 2010

La Risposta alle mie rimostranze è stata che se ho urgenza posso andare al Pronto Soccorso.
Ma cosa hanno in mente? Dove sono i medici che hanno giurato di attenersi ai principi della solidarietà umana?
Perchè intasare il Pronto Soccorso che dovrebbe ricevere casi improvvisi e gravi con stupide visite di routine? Invece succede proprio questo: metà della popolazione si riversa nei pronto Soccorso mentre l'altra metà paga per avere, secondo loro una visita piu' accurata e piu' veloce.

E se io avessi un sospetto di male incurabile ed avessi bisogno una visita urgente e non potessi permettermela? Mi lascerebbero morire?

Non cominciamo a dire le stupidaggini sul Governo...è sempre stato cosi'...ed è uno schifo.

Che garanzie mi da questo Stato che dalla creazione della Repubblica s'ingrassa sui cittadini? Conviene oggi mantenersi nella legalità e nelle regole? O piuttosto darsi alla illegalità e vivere meglio?

Sono piuttosto confusa e molto scoraggiata.

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