6 luglio 2009

Il senso del dovere

Prigioniera. Chiusa in casa. Prigioniera. Il senso del dovere, l’amore di figlia, la pietà e la saggezza sono i miei carcerieri.
Mio padre ha ottantanni e non posso abbandonarlo. Soffre di una grave insufficienza respiratoria che lo costringe ad una terapia d’ossigeno permanente. Qualunque movimento fisico lo stanca. Gli rimango solo io. Anche se siamo quattro figli gli rimango solo io e preferisco essere prigioniera del dovere
piuttosto che del rimorso.
Ma sono un essere umano e come tale impefetta e ci sono momenti “come oggi” che penso di impazzire.
Non so tutto questo a cosa mi porterà nè so cosa sarà di me dopo, ma sento che non posso fare diversamente anche se lucidamente mi rendo conto che i miei giorni stanno fuggendo, in fretta, sempre piu’ in fretta. E sono 3 anni che faccio questa vita.
I suoi ottantanni sono mentalmente lucidi e vitali. La sua vitalità e la sua voglia di vivere mi monopolizzano. A volte con cattiveria ( anche io ho pensieri cattivi e spero che Dio mi perdoni di questo) penso che la sua energia si nutra della mia. Io sono sempre stanca e la mia voglia di vivere scema sempre di piu’ ogni giorno che passa. E ci sono momenti che non lo sopporto. Non sopporto il suo ripetermi le cose cento volte, non sopporto il suo “fare il bambino viziato”, non sopporto la sua smania di “agire”. Ma poi lo guardo, vedo i suoi occhi tristi e stanchi, vedo il suo sguardo da vecchio, umido e appannato e mi prodigo per mille per farmi perdonare i miei cattivi pensieri anche se lui non li conosce. E mi prodigo cercando di ripagarlo per l’abbandono dei miei fratelli. E vivo nel terrore di perderlo. E non riesco a perdonare ai miei fratelli il loro cieco egoismo. Non riesco a perdonare loro “l’averci seppelliti”.
Siamo quattro. Basterebbe un briciolo di “spontanea” umanità da parte loro e potremmo vivere tutti piu’ sereni.
La mancanza del lavoro mi ha penalizzata. Ho cominciato a trascurarmi ed Esco solo per rifornirmi del necessario per vivere. Ma diventa sempre piu’ raro. Mi appoggio molto spesso alle consegne a domicilio, quando la disponibilità economica lo consente. Sono stanca ma non vedo via d’uscita. La mancanza di un adeguato reddito mi impediscono l’appoggio a personale esterno. Francamente non so cosa fare. L’amore e l’amicizia li ho persi strada facendo. E ne ho incontrate persone che sono state importanti nel pezzetto di strada percorso insieme. Ma Ho scelto e non ho scelto la mia vita.
Mi mancano terribilmente l’amore e l’amicizia. E ci sono momenti, come oggi, che darei non so cosa per un momento di spensierata allegria.
Per qualche ora di libertà sono costretta a chiedere ai fratelli quasi come un favore e quasi sempre mi viene negato, mi viene da ridere quando mi sento dire che “non capisco le loro esigenze” . “Da ridere e piangere contemporaneamente” . Per vedere un film al cinema dopo anni che non uscivo sono stata costretta a pregare mia sorella che mi ha fatto la concessione come se mi facesse chissà quale favore. Ma molto spesso non ho la voglia di lottare. E rinuncio.
E nessuno di loro fa niente. Un giorno si renderanno conto di cio’ che stanno facendo.
In fondo non c’è nessuno nella mia vita, non ho famiglia, non ho sogni, non ho vita e quindi…
Non so cosa sarà di me, ma nello stile di una piu’ famosa Rossella dico: Ci pensero’ domani, domani è un altro giorno…Posso solo sperare che accada un miracolo. Io credo ai miracoli.
Un miracolo per un lavoro, un amore e un po’ di serenità.

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